Empatia e gestione della rabbia

Empatia e gestione della rabbia

Il modo migliore per ottenere comprensione è offrirla noi per primi. Le persone pensano d’aver fatto qualcosa di sbagliato, quando avvertono del biasimo ed, essendo portate a concentrarsi esclusivamente sulle accuse mosse contro di loro, in quel momento sono impossibilitate a sentire il nostro dolore, a comprendere appieno la nostra sofferenza.

Mentre se riusciamo a dare empatia all’altro sforzandoci di comprendere ciò che l’ha indotto a comportarsi in un determinato modo sarà più probabile che, più tardi, riusciremo a far sì che questi, a sua volta, ascolti la nostra percezione dell’esperienza nei suoi confronti.

Ogni qualvolta riusciamo con successo a portare la nostra attenzione sul sentire e sulle esigenze dell’altro non possono esistere conflitti.

Quando percepiamo che l’altro ha paura e tenta di proteggersi, siamo in grado di riconoscere le sue stesse paure in noi, che ANCHE NOI ABBIAMO BISOGNO DI PROTEGGERE NOI STESSI E ANCHE NOI SAPPIAMO CHE COSA VUOL DIRE AVERE PAURA.

Quando il nostro focus si sposta sui sentimenti e sui bisogni di un altro essere umano realizziamo d’un tratto l’universalità del nostro sentire.

Passi per gestire la rabbia

1) individuare COSA nello specifico HA INNESCATO LA RABBIA senza apportare giudizi e valutazioni: l’emissione di giudizi nei confronti altrui non è altro che un modo distorto per esprimere in maniera indiretta le nostre istanze non soddisfatte;

2) realizzare che ciò che alimenta la nostra rabbia è la nostra personale interpretazione di quanto accaduto;

3) individuare l’esigenza nascosta alla radice della nostra rabbia, essendo consapevoli che andiamo in collera perché i nostri bisogni non sono soddisfatti: ogni qualvolta siamo arrabbiati siamo anche scollegati dai nostri bisogni;

4) ci confrontiamo con la persona che ha suscitato in noi la rabbia DOPO averla trasformata in profondità contattando il sentimento e il bisogno dietro al giudizio.

Empatia

Forniamo all’altro 4 informazioni:

  • riveliamo il casus belli: quale delle sue AFFERMAZIONI o AZIONI è in conflitto con la soddisfazione dei nostri bisogni?
  • mettiamo l’altro al corrente del nostro STATO D’ANIMO: addolorato, triste, spaventato, frustrato, ecc…
  • comunichiamo apertamente quali sono i nostri BISOGNI non soddisfatti
  • esprimiamo una RICHIESTA chiara e concisa di ciò che desideriamo dall’altra persona

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